Science Fiction e Fantasy: la fantascienza nelle riviste americane

Per gli amanti dei racconti brevi non possono mancare le storie di fantascienza o all’anglosassone: “Science Fiction” (genere abbreviato spesso con SF o Sci-Fi) che spesso, nella forma di short stories, sono state ospitate in riviste americane specializzate chiamate all’inizio “pulp fiction magazines”, come ad esempio “Amazing Stories”, fondata nel 1926 da Hugo Gernsback e pubblicata fino al 2005.

Quest’ultima è stata la prima rivista americana di fantascienza  e la sua importanza è tale che la data di pubblicazione del suo primo numero, il 10 marzo 1926, viene considerata la data di nascita del genere fantascienza in senso moderno. Tra gli scrittori più noti che vi hanno pubblicato le loro storie (anche a puntate) vanno ricordati: Jules Verne, H.G. Wells, Edgar Allan Poe (1809-1849), Howard Phillips Lovecraft (1890-1937), Edward Elmer Smith (1890-1965), Jack Williamson (1908-2006), John Wyndham (1903-1969), Isaac Asimov (1920-1992), John Francis Russell Fearn (1908-1960), Fritz Reuter Leiber Jr. (1910-1992), Fredric William Brown (1906-1972), Clifford Donald Simak (1904-1988), Mack Reynolds (1917-1983), Ray Bradbury (1920-2012), Robert Anson Heinlein (1907-1988), Richard Burton Matheson (1926-2013), Theodore Sturgeon (1918-1985), Arthur Charles Clarke (1917-2008), Harlan Jay Ellison (1934-2018), Robert Silverberg (1935), Randall Garrett (1927-1987), Gordon Rupert Dickson (1923-2001), Robert Albert Bloch (1917-1994), Edgard Rice Burroughs (1875-1950), Ursula Kroeber Le Guin (1929-2018), John E. Stith (1947), Orson Scott Card (1951), George R.R. Martin (1948), Roger Joseph Zelazny (1937-1995), Michael Bruce Sterling (1954), Gene Wolfe (1931).
Nel 1929 lo stesso Hugo Gernsback fondò “Wonder Stories“, poi con il nuovo titolo “Thrilling Wonder Stories” venne pubblicata dal 1929 al 1955
(Asimov pubblicò diversi racconti anche in questa rivista tra cui: vedi articolo)

Un’altra famosa rivista è “Astounding Science Fiction” in cui Isaac Asimov ha pubblicato moltissime delle sue short stories (compresa la prima quando aveva solo 18 anni), oggi ancora attiva come «Analog Science Fiction and Fact» risultando, così, la rivista di fantascienza più longeva in assoluto. Il primo direttore fu, fino al 1933, lo scrittore Harry Bates (1900-1981). Gli scrittori più noti che vi hanno pubblicato, oltre ad Asimov, sono stati Heinlein e Alfred Elton van Vogt.

Merita inoltre di essere citata l’importante rivista fondata da Joel Davis, il cui direttore editoriale è stato lo stesso  Isaac Asimov: la  “Isaac Asimov’s Science Fiction Magazine” il cui primo numero uscì nella primavera del 1977 per poi essere venduta, alla morte del grande autore nel 1992, all’editore Bantam Doubleday Dell, cambiando il proprio nome in “Asimov’s Science Fiction”. Nel 1996 Dell Magazines fu acquisita da Crosstown Publications e dal 2012 è parte di Penny Publications.

In Italia dobbiamo attendere il 1952. Fu il traduttore ed editore Giorgio Monicelli (1910-1968) a inventare la parola “fantascienza” in seguito alla fondazione della collana editoriale Urania grazie alla quale il genere ha trovato ampia diffusione anche nel nostro paese.

Ma qual è la differenza tra “Fantascienza” e “Fantasy”? (dal punto di vista degli americani)

Qui riportiamo questo estratto dall’Introduzione alla Encyclopedia of Science Fiction, Don D’Ammassa, 2005.

Non esiste una spiegazione chiara per l’immensa popolarità della fantascienza rispetto al fantasy, in particolare negli Stati Uniti. Forse è perché gli americani sono così affezionati e dipendenti dalla tecnologia. Forse è perché abbiamo trovato più facile perderci in un mondo fantastico che potrebbe essere semplicemente possibile piuttosto che in uno magico che sappiamo non lo è.Potrebbe anche essere che la fantascienza abbracci una così ampia varietà di temi e tipi di storie: opere spaziali, avventure militari, utopie e distopie, viaggi nel tempo, universi alternativi, creature e civiltà aliene, misteri e poteri psichici razionalizzati. C’è qualcosa nella fantascienza per quasi tutti i gusti dei lettori, mentre la fantasia sembra principalmente progettata per soddisfare coloro che amano i lunghi romanzi storici ambientati in terre mitiche, forse con un tocco di magia.Il recente aumento del numero di nuovi titoli fantasy non ha mostrato alcuna evoluzione in quel campo e la stragrande maggioranza degli autori sembra accontentarsi di riscrivere storie che si sono rivelate popolari in passato.”


[Traduzione di Paolo Giovannetti]

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