Il Buffet letterario chiude il suo ciclo

Arrivati all’ultimo incontro del 7 marzo 2019, in cui erano presenti solo alcuni fedelissimi frequentatori, l’ideatore di questa iniziativa che nell’arco di circa un anno e mezzo con 11 serate che hanno dato lustro e giustificato merito a molti autori, italiani e stranieri , maestri di racconti brevi, ha deciso che era il momento di chiudere. E’ stato un ciclo di letture apprezzate dalla maggior parte degli intervenuti  che ha cercato di aprire una finestra su questa particolare forma letteraria, a lungo sottovalutata (in Italia soprattutto) dal mondo editoriale. In realtà oggi pare ci sia una rivalutazione del racconto breve, se di qualità, soprattutto dalla media-piccola editoria. Comunque sia il mio motto rimane sempre quello: “La brevità è l’anima della saggezza” e, come diceva quello : “meditate gente, meditate …”

Paolo Giovannetti

Prossimo incontro del 7 marzo 2019

Shirley-Jackson

Un falso anniversario, una vera  maestra del “horror tranquillo”.

Shirley Jackson, giornalista e scrittrice, nasce a San Francisco nel 1916 e muore in Vermont nel 1965, a soli 48 anni, a causa di un infarto.

Autori del calibro di Neil Gaiman, Stephen King, Nigel Kneale, Richard Matheson e Joyce Carol Oates hanno grossi debiti nei confronti di questa autrice.
Stephen King, grande suo ammiratore, ha detto:”… i suoi racconti sono dei classici del terrore perchè finiscono con una svolta che porta dritto in un vicolo cieco.”
Uno per tutti, il famoso “La lotteria” che per il suo finale creò non pochi problemi alla rivista (New Yorker) che lo pubblicò nel 1948. La Jackson, nella sua breve ma intensa carriera letteraria, scrisse parecchi racconti, la maggior parte raccolti nella versione in italiano nel volume Demoni Amanti, (A. Mondadori, 1991)  come pure alcuni romanzi horror come “La casa degli invasati“(1958)  da cui è stato tratto un film, “Così dolce così innocente” (1962) e altri ancora.
Nella serata leggeremo, oltre a “La lotteria“, i racconti: “Charles“, “La Strega” e “Paranoia” tratto dal libro recentemente pubblicato da Adelphi, che raccoglie scritti e racconti postumi ritrovati dal figlio Laurence Jackson Hyman, trent’anni dopo la sua morte.
Shirley si piccava di affermare che era nata nel 1919 per far credere che non era più vecchia  di suo marito, Stanley Hyman, critico letterario. Ci piace perciò, giusto a un secolo di distanza da questa piccola bugia, di ricordarne comunque virtualmente, il centesimo anniversario dalla nascita.

Prossimo Incontro del 31 gennaio 2019

garland-parker-offutt

Un viaggio dal Canada all’America più ignota, passando per New York.

Due autrici del ‘900 (una americana e una canadese) e un autore americano contemporaneo che hanno in comune la passione per la scrittura breve. Apprezzati sia in america, e poi (anche recentemente), dal pubblico italiano.

  • Mavis Gallant, (Montréal, 11 agosto 1922 – Parigi, 18 febbraio 2014).
    Lettura di: “In Transit” (In transito) pubblicato prima sul New Yorker  (1965) e poi in “The Selected Stories of Mavis  Gallant” (Trad. di Paolo Giovannetti)A dieci anni divenne orfana di padre. Iniziò la sua carriera professionale come giornalista a Montréal, finché decide di dedicarsi completamente alla scrittura. I suoi racconti sono stati pubblicati sul New Yorker sin dall’inizio. Negli anni cinquanta lasciò il Canada e andò in Europa. Dopo aver visitato vari stati, si stabilì a Parigi, rimase fino alla morte, sempre mantenendo la cittadinanza canadese. “Scrivere racconti – ha spiegato in un’intervista la Gallant – è diverso. Un racconto è molto difficile, non che un romanzo non lo sia, ma in modo diverso. È quasi impossibile mantenere lo stesso livello di tensione stilistica per un intero romanzo. Certo, Virginia Woolf  lo fa. Ma in un buon racconto c’è una tensione costante; lo scrittore non si permette il minimo rilassamento perché basta una parola in più, o in meno, e l’intero edificio crolla”. [Dal Sole24Ore, 4 novembre 2005]
  • Dorothy Parker, (Dorothy Rothschild (Long Branch, 22 agosto 1893 – New York, 7 giugno 1967).
    Lettura di: “Conversazione alle tre di notte” da (“Giochi di società”, BUR, 2013)

    Dorothy, nota anche con i diminutivi di Dot o Dottie, è stata una scrittrice, poetessa e giornalista statunitense. Di origine ebraica, da parte di padre, che perse all’età di vent’anni, dopo aver perso la madre nella primissima infanzia, iniziò la sua carriera come pianista, per poi dedicarsi al giornalismo (“Vogue” e “New Yorker”) e, succesivamente, alla letteratura con la composizione di poesie, racconti, sceneggiature. Assidua frequentatrice dei salotti intelletuali newyorkesi, si è sempre caratterizzata come fustigatrice e critica dei costumi dell’alta società americana. Una vita movimentata sentimentalmente la sua. E’ stata simpatizzante di Martin Luther King e al movimento per i diritti degli afroamericani, ha lasciato tutti i suoi averi, dopo la morte per alcolismo.
    Dorothy Parker ha notevolmente influenzato la cultura americana del suo periodo, e la sua eredità si sente ancora ai giorni nostri. A titolo d’esempio, il suo nome appare su una canzone di Prince (The Ballad of Dorothy Parker) e nel 1994 uscì un film ispirato alla vita di Dot e dei suoi amici dell’Algonquin, Mrs. Parker e il circolo vizioso (Mrs. Parker and The Vicious Circle, diretto da Alan Rudolph). [Fonti: Wikipedia].

  • Chris Offutt, ( Lexington, nel Kentucky, il 24 agosto 1958)
    Racconto breve: Palla 9(1992) da “Nelle Terre di Nessuno”, Minimum Fax, Roma, 2017.
    Oltre a Nelle terre di nessuno, ha scritto un’altra raccolta di racconti, Out of the Woods, un romanzo, The Good Brother, e tre memoir: The Same River Twice, No Heroes: A Memoir of Coming Home, e My Father, the Pornographer. Ha ricevuto, nel 1996, il Whiting Award per la narrativa e la saggistica, ed è stato incluso da Granta (rivista letteraria ed editore inglese) tra i venti migliori narratori delle ultime generazioni. Chris Offutt, nei suoi racconti descrive: “paesaggi di brutale bellezza, alcol e fucili, rabbia e rassegnazione ...”

 

Prossimo incontro: giovedì 29 novembre

Cheever-Calvino

Due autori tra i più apprezzati narratori della letteratura moderna e contemporanea che hanno fatto epoca per la capacità di scrivere racconti brevi di grande valore letterario.

  • John Cheever (Quincy 1912-New York 1982) è considerato uno dei maestri della short story. A dirlo sono scrittori del calibro di John Updike, Rick Moody, Dave Eggers, David Foster Wallace. Cheever è autore di sette raccolte di racconti e di cinque romanzi. Nella serata leggeremo:
    – “Fall River” (da “Fall River e altri racconti”, Il Sole 24 Ore ed.)
    – “La morte di Justina”( da “Stories of John Cheever”, Domenica di Repubblica,
    6 agosto 2006)
  •  Italo Calvino (Cuba 1923 – Siena 1985)
    Autore che non necessita di presentazioni e che abbiamo già incontrato l’anno scorso. Questo autore molto prolifico è una continua e sorprendente scoperta.
    In questa serata presenteremo due racconti brevissimi di cui uno composto in anni giovanili tra il 1943 e ’44. Faremo inoltre un cenno alle sue proposte per la letteratura  nelle “Lezioni Americane”
    – “L’avventura di due sposi”  da “Amori difficili” (in Racconti, Einaudi)
    – “Il Lampo” da raccontini giovanili in “Calvino, romanzi e racconti” (I Meridiani)
  • Racconti brevi autoprodotti dai partecipanti.
    Per chi volesse presentare un proprio racconto breve sia edito che inedito dovrà essere contenuto in non più di quattro pagine A4 (max 9000 caratteri circa). E’ anche richiesto che lo invii in anteprima (con un anticipo di almeno due giorni) via email all’indirizzo nei contatti di questo blog.

    Ricordo ancora che si raccolgono adesioni per un prossimo corso di scrittura creativa previsto all’inizio del prossimo anno. Prima delle prossime festività sarà presentato nella sede dei nostri incontri. (Auser-Pertini)

    A rivedervi numerosi!

 

Incontro del 25 ottobre 2018

Woolf-Mansfield-Lessing

“Incomincio da tre”
Parafrasando il celebre titolo, incominciamo le serate del Buffet con la prima dedicata ai racconti di tre grandi scrittrici inglesi che non hanno bisogno di presentazioni:

  • Virginia Woolf:  racconto “Felicità” da “Virginia Woolf, Tutti i racconti”, Newton Compton.
  • Katherine Mansfield:  “Immagini di primavera” (1915) – “La sera tardi” (1917) da “Tutti i racconti”, Adelphi
  • Doris Lessing (premio Nobel per la letteratura):  “La madre della bambina in questione” – “Il reparto delle donne” da “Racconti Londinesi”, Feltrinelli, 1993.

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Inoltre, novità di questa stagione: la presentazione di un assaggio di poesie in lingua inglese del movimento “Imagista” (Imagist poetry) dei primi anni del ‘900.

Qualche spunto su questo movimento:

Risultati immagini per imagist poetry

“Imagism was a movement in the early 20th-century in which poets rebelled against the artistic style of the Romantics and Victorians. Specifically, the Imagists replaced superfluous, abstract, emotional terms and excessive style with precise, concrete details from real life. They also championed word economy and directness and experimented with form versus the Romantics who championed superfluous imagery and more traditional poetic forms. The movement lasted from approximately 1909-1917 in Great Britain, Ireland, and the United States and influenced what became Modernism. Notable Imagist poets included Ezra Pound and Amy Lowell.” [dal blog Bespoke ELA]
Trad.: L’Imagismo fu un movimento nato al principio del XX secolo nel quale alcuni poeti si ribellarono contro lo stile artistico dei Romantici e dei Vittoriani. In particolare, gli imagisti sostituirono termini superflui, astratti, emozionali e uno stile eccessivo con dettagli concreti e precisi presi dalla vita reale. Essi Inoltre propugnarono la ricerca dell’economia  e dell’immediatezza delle parole e sperimentarono forme in contrapposizione con i Romantici che sostenevano l’uso di immagini superflue e forme poetiche più tradizionali. Il movimento durò all’incirca dal 1909 al 1917 in Gran Bretagna, Irlanda e negli Stati Uniti e influenzò quello che diventò il Modernismo. Tra i poeti imagisti si possono citare in particolare: Ezra Pound e Amy Lowell.

Auser ha regalato cultura!

Oggi, 10 ottobre, nello spazio antistante la chiesa del rione Pertini c’era una novità:
un gazebo del circolo Auser e del Comitato del quartiere Pertini pieno zeppo di libri di tutti i generi da regalare a tutti quelli che si fossero avvicinati. L’iniziativa ha avuto un ottimo successo, qualche migliaio di libri ha cambiato padrone! E’ così che la cultura delle buone letture si diffonde! Alcuni volontari Auser si sono impegnati nella buona riuscita della manifestazione e l’emittente Antenna3 è intervenuta girando alcune riprese con interviste ai presenti, tra cui la bibliotecaria Maria Grazia e il Presidente del Comitato Pertini, Giorgio Rocelli. Il filmato è stato messo in onda in serata ed è possibile visualizzarlo anche a questa pagina Facebook
Le foto dell’iniziativa sono visibili qui:

Bentrovati in questa nuova stagione!

Annunciamo ai frequentatori del Buffet Letterario che inizieremo la nuova stagione d’incontri 2018/2019 giovedì 25 ottobre sempre allo stesso orario e sede. Speriamo tutti che si aggiungano altri interessati alla letteratura, in particolare alla narrativa breve.
I racconti programmati verranno letti e commentati nel corso delle serate. Quando possibile i testi verranno inviati in anteprima tramite la consueta newsletter che raggiungerà le caselle E-mail comunicate dai partecipanti.

Risultati immagini per imagist poetry Vi annuncio anche che da questa stagione verranno proposte alcune poesie in lingua inglese relative ad un movimento poetico anglo-americano del primo ‘900 che, pur di breve durata, ha avuto il pregio di rompere con gli schemi precedenti evocando in versi liberi: “l’asciuttezza e la semplicità della lingua, la concretezza e la precisione dell’immagine”. Ulteriori dettagli in seguito.

Un libro per l’estate.

Copertina-DelGiudiceUn libro che vi consiglierei di leggere ovunque voi siate quest’estate. Non è un titolo recente ma di un autore di sicuro rilievo nel panorama letterario contemporaneo e di cui abbiamo già letto un racconto nell’ultimo incontro di maggio di quest’anno. Si tratta di “Staccando l’ombra da terra” di Daniele del Giudice.

Vi ricordo che Daniele del Giudice,  è stato un docente universitario e scrittore appassionato di volo, che ora purtroppo si trova a sperimentare una patologia molto debilitante che lo ha costretto ad abbandonare la scrittura.  Nel 1994 ha scritto per Einaudi “Staccando l’ombra da terra”, una serie di racconti sul volo che per lui rappresenta, quando  accade di perdersi  mentre si prova a volare da soli,  lo spazio che si trova fra anima e probabilità, analogamente a come ci si perde nella vita, senza rendersene conto.

I brani ci parlano dell’esperienza personale di Del Giudice come pilota, ma anche dell’ultimo volo di Antoine de Saint Exupery, partito da Bastia e mai più tornato. Sempre in questo libro si trova “Unreported inbound Palermo”, il racconto sul volo Itavia precipitato ad Ustica, testo poi sviluppato insieme a Marco Paolini per la realizzazione dell’opera teatrale di I-TIGI.

“Ogni capitolo è un decollo per una diversa rotta e per un diverso registro narrativo … La traccia di chi sa staccare l’ombra da terra viene inseguita attraverso alfabeti cifrati e operativi, un linguaggio di massima densità in un minimo di parole … Ma la parola, come il volo, come la vita, racchiude in sé un lato di non detto e non dicibile.”

Ecco alcune brevi citazioni dal libro:

(da “E tutto il resto?”):  “Forse trasformandomi in aeroplano volevo soltanto essere già adulto, perché solo l’illusione di continuità ci permette di credere che il bambino e l’adulto che ne consegue siano la stessa cosa, due stadi della medesima unità, mentre l’infanzia non si sviluppa, cade, semplicemente come i denti da latte …

(Da “Fino al punto di rugiada”): “Ti perdesti una mattina in volo come ci si perde nella vita, senza rendersi conto che ci si smarrisce, scivolando a poco a poco nel non trovarsi più …”

(da “Manovre di volo”): “Il nord è il nord, sebbene non il solo, ma è un semplice riferimento, ogni grado della bussola gode di pari dignità, qualunque punto della terra è contemporaneamente origine e fine del viaggio, capovolto di volta in volta e all’occasione. Se potessi accettare che quel che conta è solo il tratto, anzi la tratta come tu chiami il percorso, senza nostalgie della partenza né dell’arrivo; oppure sapere che partenza e arrivo possono essere la stessa cosa, coincidere. …

Isomma un libro che vale assolutamente la pena leggere anche per i non appassionati di volo.

[Daniele del Giudice è autore anche dei romanzi: “Lo stadio di Wimbledon”, Einaudi, 1983 – “Atlante Occidentale”, Einaudi, 1985 –  “Il Museo di Reims”, Mondadori, 1988. e della raccolta “I Racconti”, Einaudi, 2016]

Si chiude una stagione ma …

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Cari amici, con la serata del 17 maggio si è chiuso il nostro primo percorso di incontri, iniziati nell’ottobre dello scorso anno, dedicati alla scoperta di autori maestri nei racconti brevi.

Abbiamo assaporato un menù  letterario  vario e spesso coinvolgente. Letture brevi di autori moderni e contemporanei con la “A” maiuscola, sia stranieri che italiani, che hanno creduto, oltre che nei romanzi, nel valore di questo genere di scrittura e nella sua  capacità di suscitare emozioni  e riflessioni.

Un ringraziamento va a tutti i partecipanti, soci Auser e non, che hanno dimostrato interesse per l’iniziativa e in particolare al Circolo Auser Pertini che ospitandoci ha offerto un prezioso supporto logistico, consentendo lo svolgimento di questa serate culturali .

Un’esperienza, che contiamo abbia ulteriori margini di sviluppo  e che speriamo di ripetere dal prossimo autunno, magari cercando di suscitare in qualcuno quella voglia di mettersi in gioco, prendendo in mano la propria penna, o tastiera, e lasciandosi guidare dall’ispirazione che spesso prende spunto da una attenta osservazione del mondo attorno a sé o da esperienze personali, come era nelle intenzioni iniziali dell’autore di questo esperimento.

Alle prossime!
Paolo Giovannetti

Incontro del 29 marzo 2018

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Oltre i confini spazio-temporali anche i “gatti” fanno fantascienza …

La recente scomparsa del grande astrofisico Stephen Hopkins ha rafforzato l’idea iniziale di trattare in questo prossimo incontro il tema della fantascienza soprattutto nel suo sottogenere “soft” che vede grande protagonista Ray Bradbury (Waukegan, 22 agosto 1920 – Los Angeles, 5 giugno 2012) autore ecclettico non solo su queste tematiche, ma anche di altri generi narrativi che trattano di mistero, polizieschi, fantasy, ecc. e infine sceneggiatore di diversi film. Sia nei suoi racconti che romanzi (uno per tutti: “Cronache Marziane”) ha saputo trattare con grande intelligenza e sensibilità della psicologia e dei sentimenti dei suoi personaggi. Accanto all’autore del famosissimo “Fahrenheith 451″ non poteva mancare il padre indiscusso della fantascienza “Hard” o tecnologica, l’intramontabile Isaac Asimov (Petroviči, 2 gennaio 1920 – New York, 6 aprile 1992), autore di centinaia di opere tra libri, romanzi e cicli/raccolte di fantascienza. Tuttavia è stato anche lui autore di racconti di mistero e racconti gialli oltre che grande divulgatore scientifico, un prosatore che ha spesso utilizzato una sottile e distaccata ironia per descrivere personaggi e situazioni.

Rispettando la consueta attività di ricerca sui racconti brevi, spesso dimenticati e/o riscoperti recentemente sugli autori in primo piano, nel nostro menù della serata abbiamo scelto in lettura:

  • Gatto temporale” (Asimov, 1941)
  • Inserire pomello A in foro B” (Asimov, 1957)
  • Tempo nel tuo volo” (Bradbury, 1953)
  • Il contribuente” (Bradbury, da “Cronache Marziane”)
  • Il pigiama del gatto” (Bradbury, 2003)