L’aereo di carta

Quando i bambini sono coinvolti in guerre insensate e vengono feriti, violati e uccisi…


(Racconto breve di Paolo Giovannetti dalla raccolta: “Il Pioppo bianco”, 2016)

Dimitri guardava il cielo dal vetro scheggiato, con una matita in mano.
Dimitri era un ragazzino particolare: a scuola non poteva più andarci ma quando la frequentava era il cruccio degli insegnanti: non stava mai fermo e non seguiva la lezione, oppure restava con gli occhi a fissare qualcosa di impercettibile agli altri, sembrava vagare col pensiero in altri mondi a lui solo noti.  Le sue grandi passioni erano correre per i prati fioriti a primavera e poi disegnare.
Nel disegno riusciva benissimo, amava le rappresentazioni fantastiche ricche di particolari, inventava personaggi surreali dalle forme più strane, navi spaziali protagoniste di avventurosa fantascienza. Nell’estrema sua cura per i dettagli tutto era inciso con precisione assoluta e e nemmeno un millimetro quadrato del foglio veniva sprecato.
Dimitri non poteva camminare da quando la sua casa era stata centrata da un “ordigno intelligente”, le sue gambe non esistevano più ma intatta era restata la sua capacità di immaginare. Unico sopravissuto della sua famiglia, ora abitava con un’anziana zia in un palazzo vetusto, sbilenco e dalle pareti scrostate. Lì attorno era rimasto ben poco della natura che Dimitri amava: solamente terra nuda, fangosa, a tratti bruciata, detriti sparsi in una desolante e monotona solitudine. In lontananza, i resti ancora fumanti di altre case colpite. Solo per un piccolo miracolo, sotto la facciata nord-ovest, in un angolo del palazzo,  un brandello erboso rimasto intatto, di un verde brillante punteggiato di fiori gialli.
I colori che preferiva erano proprio il verde e il giallo ma quel mattino Dimitri non aveva voglia di tracciare segni con la matita, gli era venuta voglia di costruire un aereo: qualcosa che potesse allontanarsi, anche di poco: un aereo di carta.
Strappò un foglio dal suo quaderno, lo piegò più volte come gli avevano insegnato e, quando ebbe terminato di piegare le ali, ci scrisse sopra una grande “D”, pregò quindi la zia di mettere il piccolo aereo sul davanzale della finestra.  Passò qualche istante, si girò verso il davanzale e si accorse che l’aereo era sparito: un repentino sbuffo di Levante l’aveva rapito, fatto volteggiare in aria e spinto chissà dove. Dimitri allora, raccolta tutta la forza delle braccia, si arrampicò per guardare fuori, verso il basso, e vide e … sorrise!

Il piccolo aereo era atterrato proprio in mezzo a quel minuscolo  riquadro verde, con le gialle corolle appena sbocciate, in quella strana primavera.

Questo racconto è stato premiato dall’associazione Avapo di Mestre-Venezia in occasione del premio letterario “Natale Agape” edizione 2009.

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