H.P. Lovecraft: the weird fiction

Un maestro dei racconti del mistero e dell’orrifico. Per leggere la sua opera completa in lingua originale consigliamo “The Complete Tales of H.P. Lovecraft”, Rock Point, New York, 2019. Oppure nell’edizione italiana più recente: : “Howard Phillips Lovecraft, Tutti racconti“, Mondadori, 2017.
Considerato da molti uno dei precursori della fantascienza angloamericana. Le sue opere, un miscuglio tra horror e fantascienza sono state spesso descritte, anche da lui stesso, col termine weird fiction (dove weird sta per “strano”), venendo riconosciute tra le principali origini del moderno genere letterario del New Weird.
“Howard Phillips Lovecraft (Providence, 1890 -1937) nonostante abbia avuto scarsa presa sui lettori durante la sua breve vita, ha condizionato generazioni di scrittori e oggi viene riconosciuto come una figura importante anche se minore nell’ambito del pantheon letterario americano. La fama letteraria di Lovecraft appare modesta in confronto con i suoi contemporanei modernisti come T.S. Eliot, Ernest Hemingway e F. Scott Fitzgerald, tuttavia la sua influenza culturale si è rivelata drammatica e sostanziale. Mentre virtualmente tutti gli scrittori dell’orror soprannaturale degli ultimi cento anni tracciano la loro parentela indietro fino a Edgar Allan Poe, Lovecraft ha contribuito a lastricare la strada per quei maestri della attuale gothic fiction americana come Stephen King, Clive Baker e Neil Gaiman e di altri scrittori emergenti come Laird Barron e Thomas Ligotti.”(1)

Le storie e i miti mostruosi di Lovecraft hanno orientato profondamente la cultura di massa e i media come le pellicole cinematografiche, i fumetti, la musica e persino i videogiochi. In particolare i Miti di Cthulhu e il Necromicon, il libro immaginario, citato più volte dall’autore nei suoi racconti.


(1) Dalla introduzione di Eric Carl Link al volume: “The Complete Tales of H.P. Lovecraft” (trad. di Paolo Giovannetti)

Nel racconto ” The tomb” (la tomba) l’autore inizia la narrazione esplicitando emblematicamente, attraverso la riflessione del suo protagonista, il suo pensiero su come le cose possano apparire in base alla predisposizione mentale di chi le considera:

Men of broader intellect know that there is no sharp distinction betwixt the real and the unreal; that all things appear as they do only by virtue of the delicate individual physical and mental media through which we are made conscious of them; but the prosaic materialism of the majority condemns as madness the flashes of super-sight which penetrate the common veil of obvious empiricism.”
“Gli uomini di grande intelletto sanno che non c’è una netta distinzione tra il reale e l’immaginario; che tutte le cose appaiono come sono solo in virtù di una fragile comunicazione individuale fisica e mentale attraverso la quale diventano coscenti di esse; ma il materialismo prosaico della maggioranza condanna come pazzia i lampi di una super-vista che penetrano il velo comune di un ovvio empirismo.

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